Un eminente professore inglese, si era recato in India per insegnare storia e filosofia. Un giorno si trovò a recarsi in un luogo per il quale doveva attraversare il fiume Gange.
Sulla sponda del grande fiume c'era un giovane che, con la sua barchetta, traghettava i clienti sulla riva opposta. Il professore contrattò il prezzo e salì sulla piccola barca.
Dopo alcuni minuti di navigazione il professore, notando la giovane età del traghettatore, chiese "ma tu, non vai a scuola?" "No Sahib", rispose il ragazzo. "Dunque non conosci la storia del tuo paese" chiese il professore, "No Sahib", rispose il ragazzo. "Vedi ragazzo, non conoscendo le tue radici, è come se tu perdessi il dieci per cento della tua esistenza", "Sì Sahib", rispose tristemente il ragazzo. "E dimmi, ragazzo, conosci la letteratura del tuo paese?", "No Sahib", rispose il ragazzo. "Vedi? così ti perdi un altro dieci per cento della tua esistenza, perché non conosci le tradizioni." "Si Sahib", rispose ancora più tristemente il ragazzo. "Conosci almeno qualcuno dei più gradi filosofi del tuo paese?" chiese per la terza volta il professore. "No Sahib" rispose il ragazzo. "Beh, caro ragazzo, non conoscendo il pensiero del tuo popolo e come se tu avessi perso un altro dieci per cento della tua esistenza" ribadì il professore. "Si Sahib" rispose, avvilito, il ragazzo.
A questo punto i due erano già arrivati alla metà del tragitto quando il ragazzo si accorse che la barca faceva acqua. Chiese al professore "Sahib, Lei, sa nuotare?". "No Ragazzo, non ho mai imparato". Con il sorriso sulle labbra il ragazzo aggiunse "Sahib, Lei sta perdendo il cento per cento della sua esistenza".
Una buona filosofia, un modo di pensare corretto, ci aiuta e ci guida alle giuste azioni. Ognuno di noi ha una sua filosofia, buona o cattiva che sia, che ci guida nelle azioni di tutti i giorni, buone e cattive che esse siano, ma sono sempre le azioni che sono determinanti.
Ogni Azienda ha la sua filosofia, che ne influenzerà le strategie, ma sono le azioni concrete dei capi e del personale che danno valore all'azienda.
Anche ogni arte ha una sua filosofia, ma il successo dell'artista è nella qualità delle sue opere, nel riuscire a esprimere i concetti con le proprie capacità materiali.
Anche la religione ha una sua filosofia. Il miglior religioso non è quello che si chiude in convento a pregare, ma quello che esce ad aiutare concretamente i più deboli.
Tutte le arti marziali hanno una filosofia che serve alla guida della pratica, la filosofia controlla e guida che l'efficacia tecnica venga applicata confacentemente all'arte applicata, determinandone valori e principi. L'efficacia della pratica mette in evidenza se l'aspetto filosofico è applicabile, o se è solo pura utopia.
Filosofia e pratica vanno per mano. Una dipende dalla qualità dell'altra. Più assidua, corretta ed efficace sarà la pratica, più la propria filosofia ne guadagnerà, e viceversa.
Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una cattiva filosofia ci sarà aggressione e violenza.
Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una sana filosofia, ci sarà la possibilità di combattere l'aggressione con esito favorevole (ma non scontato) , con un adeguato controllo della violenza.
Se una buona filosofia è accompagnata da una scarsa capacità combattività allora si soccombe sicuramente, e si subisce la violenza.
Se tutto questo viene applicato, allora l'Aikido è realmente applicabile alla vita di tutti i giorni.
L'Aikido è senz'altro l'arte marziale con più filosofia.
Ho letto che Morihei Ueshiba ripeteva spesso ai suoi discepoli: "...senza filosofia, l'Aikido non è nulla...". Ma teniamo presente che, dicendo questo, è anche scontata l'affermazione "...L'Aikido senza efficacia non vale nulla...".
Dopo alcuni minuti di navigazione il professore, notando la giovane età del traghettatore, chiese "ma tu, non vai a scuola?" "No Sahib", rispose il ragazzo. "Dunque non conosci la storia del tuo paese" chiese il professore, "No Sahib", rispose il ragazzo. "Vedi ragazzo, non conoscendo le tue radici, è come se tu perdessi il dieci per cento della tua esistenza", "Sì Sahib", rispose tristemente il ragazzo. "E dimmi, ragazzo, conosci la letteratura del tuo paese?", "No Sahib", rispose il ragazzo. "Vedi? così ti perdi un altro dieci per cento della tua esistenza, perché non conosci le tradizioni." "Si Sahib", rispose ancora più tristemente il ragazzo. "Conosci almeno qualcuno dei più gradi filosofi del tuo paese?" chiese per la terza volta il professore. "No Sahib" rispose il ragazzo. "Beh, caro ragazzo, non conoscendo il pensiero del tuo popolo e come se tu avessi perso un altro dieci per cento della tua esistenza" ribadì il professore. "Si Sahib" rispose, avvilito, il ragazzo.
A questo punto i due erano già arrivati alla metà del tragitto quando il ragazzo si accorse che la barca faceva acqua. Chiese al professore "Sahib, Lei, sa nuotare?". "No Ragazzo, non ho mai imparato". Con il sorriso sulle labbra il ragazzo aggiunse "Sahib, Lei sta perdendo il cento per cento della sua esistenza".
Una buona filosofia, un modo di pensare corretto, ci aiuta e ci guida alle giuste azioni. Ognuno di noi ha una sua filosofia, buona o cattiva che sia, che ci guida nelle azioni di tutti i giorni, buone e cattive che esse siano, ma sono sempre le azioni che sono determinanti.
Ogni Azienda ha la sua filosofia, che ne influenzerà le strategie, ma sono le azioni concrete dei capi e del personale che danno valore all'azienda.
Anche ogni arte ha una sua filosofia, ma il successo dell'artista è nella qualità delle sue opere, nel riuscire a esprimere i concetti con le proprie capacità materiali.
Anche la religione ha una sua filosofia. Il miglior religioso non è quello che si chiude in convento a pregare, ma quello che esce ad aiutare concretamente i più deboli.
Tutte le arti marziali hanno una filosofia che serve alla guida della pratica, la filosofia controlla e guida che l'efficacia tecnica venga applicata confacentemente all'arte applicata, determinandone valori e principi. L'efficacia della pratica mette in evidenza se l'aspetto filosofico è applicabile, o se è solo pura utopia.
Filosofia e pratica vanno per mano. Una dipende dalla qualità dell'altra. Più assidua, corretta ed efficace sarà la pratica, più la propria filosofia ne guadagnerà, e viceversa.
Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una cattiva filosofia ci sarà aggressione e violenza.
Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una sana filosofia, ci sarà la possibilità di combattere l'aggressione con esito favorevole (ma non scontato) , con un adeguato controllo della violenza.
Se una buona filosofia è accompagnata da una scarsa capacità combattività allora si soccombe sicuramente, e si subisce la violenza.
Se tutto questo viene applicato, allora l'Aikido è realmente applicabile alla vita di tutti i giorni.
L'Aikido è senz'altro l'arte marziale con più filosofia.
Ho letto che Morihei Ueshiba ripeteva spesso ai suoi discepoli: "...senza filosofia, l'Aikido non è nulla...". Ma teniamo presente che, dicendo questo, è anche scontata l'affermazione "...L'Aikido senza efficacia non vale nulla...".
Ma quando mi guardo attorno, nei raduni, negli stage, vedo molta filosofia e poca efficacia.
Il M° Morihiro Saito, a quanto sembra, non parlava mai di filosofia. Egli affermava che anche O Sensei non faceva grandi esposizioni filosofiche nel Dojo di Iwama, dove O Sensei viveva e insegnava. Cosa che faceva, invece, quando si recava nei Dojo esterni.
L'aspetto filosofico, ad Iwama, era contenuto nella stessa pratica marziale, e non aveva bisogno di spiegazioni. Negli altri Dojo l'Aikido stava già prendendo strade diverse, per interpretazioni personali dei suoi discepoli e insegnati vari, anche nell'aspettativa di adeguarlo ad una pratica d'esportazione. Forse O Sensei cercava di riportare l'Aikido alla sua via originale.
Si narra che, verso la fine della della sua vita, gli venisse chiesto "...Maestro, è contento che ora l'Aikido si pratichi in tutto il mondo?", O Sensei rispose "Sì, peccato che non sia il mio Aikido".
Gli scritti che seguiranno in questa sessione di "Pratica e filofia" sono mie elaborazioni e interpretazioni, basate sulle letture e documentazioni riguardanti diversi autori. Il mio intento è di mettere in luce quanto sono riuscito a recepire dal sistema di insegnamento di Morihiro Saito, e quanto la sua didattica (non stile) salvaguardi tutti gli aspetti dell'Aikido, filosofici e tecnici.
L'aspetto filosofico, ad Iwama, era contenuto nella stessa pratica marziale, e non aveva bisogno di spiegazioni. Negli altri Dojo l'Aikido stava già prendendo strade diverse, per interpretazioni personali dei suoi discepoli e insegnati vari, anche nell'aspettativa di adeguarlo ad una pratica d'esportazione. Forse O Sensei cercava di riportare l'Aikido alla sua via originale.
Si narra che, verso la fine della della sua vita, gli venisse chiesto "...Maestro, è contento che ora l'Aikido si pratichi in tutto il mondo?", O Sensei rispose "Sì, peccato che non sia il mio Aikido".
Gli scritti che seguiranno in questa sessione di "Pratica e filofia" sono mie elaborazioni e interpretazioni, basate sulle letture e documentazioni riguardanti diversi autori. Il mio intento è di mettere in luce quanto sono riuscito a recepire dal sistema di insegnamento di Morihiro Saito, e quanto la sua didattica (non stile) salvaguardi tutti gli aspetti dell'Aikido, filosofici e tecnici.
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