mercoledì 13 aprile 2011

I FONDAMENTI DELLA PRATICA - Parte terza - KOTAI

KOTAI - Il corpo solido


KO (o GO) in questo caso prende il significato di solido, stabile. Il simbolo del kotai e il Shikaku (quadrato)
Il Kanji di Ko (a sinistra) è composto da dei simboli centrali che rappresentano il numero diedi (la croce) che sovrasta il simbolo della bocca (il parlare), nella tradizione il vecchio che racconta le 10 storie, è il Kanji di "vecchio" o "antico". Il simbolo esterno è quello del shikaku (quadrato) che rappresenta la solidità. Il significato di Ko è la stabilità nella tradizione, nell'antico, nei Kata. Il Kata è qualcosa di formale e rigido nelle sue regole e rappresenta la prima base di lavoro perché dona una stabilità ed equilibrio sia fisico che spirituale. Il secondo Kanji e quello del corpo.

La pratica del Kihon, per i movimenti estremamente chiari e distinti, è ideale per la trasmissione delle tecniche sotto forma di Kata (forme tradizionali codificate e le forme di studio della tecnica).


Gambe e piedi sono la base stabile, solida, il radicamento con la terra e con il centro di gravità. Il lavoro sul Kotai è dunque il primo livello di lavoro. Gran parte di questo lavoro si realizza attraverso la pratica in Ki Hon (energia di base) per il Tai Jutsu (tecniche del corpo), e con il
Dan Kai Teki ni (passo passo) per il Buki Waza (tecniche con le armi) 

Non bisogna confondere la solidità con la durezza, la rigidità, la forza o la potenza, ma piuttosto concentrarsi sulla stabilità dell'intero corpo in relazione alla forza di gravità (terra) e il controllo delle forze destabilizzanti (rappresentate dagli attacchi, spinte e trazioni).
Lo studio dei movimenti del corpo va concentrata sulla stabilità delle anche e del bacino, l'hara, attraverso la posizione degli arti inferiori assieme alla centralità rispetto al nostro corpo, concentrandosi sull'Hanmi (la posizione defilata dell'Aikido). Tutto questo rappresenta il fulcro del Kihon e la base essenziale per il progresso nella pratica del passo successivo: il ki no nagare

Lo stato di Kotai si raggiunge attraverso il kihon, studiando le tecniche partendo da una posizione iniziale statica, si lascia che l'avversario afferri saldamente, quindi si assume l'iniziativa guidando la reazione del partner fino ad una sicura conclusione. "In questo modo - scrive Saito Shihan – ci si pone nella situazione più svantaggiosa, concedendo un largo margine all’iniziativa del partner […]. Partendo da qui bisogna controllare la presa del partner senza resistere e guidarlo nella propria sfera d’influenza e assumerne il controllo”. 



Il KOTAI è uno stato che l'Aikidoka raggiunge con la stabilità e il consolidamento del proprio corpo. 

Di fondamentale importanza in questo periodo di pratica è l'azione di sbilanciamento fisico KUZUSHI accompagnato dall'applicazione dell'ATEMI che, a questo livello, serve anche a determinare la giusta distanza nel controllo del corpo di Uke.

Le tecniche più adatte per questo livello sono le tecniche di controllo Katame Waza nel corpo a corpo (Tai Jutsu) e i Suburi per il Buki Waza (studio del bastone e spada) che hanno la caratteristica di impostare correttamente la postura e l'equilibrio.  
Il tipo di allenamento che caratterizza il Kotai viene definito Go no Geiko (allenamento con base solida) mentre la forma di pratica per stabilizzare la propria energia interna viene definita con il termine KIHON (energia fondamentale) ed è il punto di partenza per l'apprendimento dell'Aikido. 

Riassumendo


Il Kotai si raggiunge attraverso la pratica in Kihon


Le tecniche più adatte sono i Katame Waza (tecniche di controllo) del Tai Jutsu e i Suburi del Buki Waza 


Il tipo di allenamento più adatto è Go no Geiko (allenamento alla solidità).

0 commenti:

Posta un commento