giovedì 7 aprile 2011

I FONDAMENTI DELLA PRATICA - Parte seconda

Per capire l'architettura dell'Aikido bisogna partire dal concetto già espresso nella prima parte (I FONDAMENTI DELLA PRATICA - PARTE PRIMA): l'allenamento tradizionale segue la progressione attraverso gli stati fisici di trasformazione, partendo dallo stato solido, per passare allo stato liquido e quindi a quello gassoso, aereo.

Prima di tutto analizziamo come un eventuale attacco può essere neutralizzato, poi analizziamo i cinque stati e li rapportiamo al modo corretto di allenamento.

L'azione di difesa può avvenire con due sistemi, ambedue validi nella difesa personale, ma sostanzialmente diversi nella filosofia applicata:

Separazione: allontanarsi - contrattaccare, tipico delle arti marziali di percussione
Unione: unirsi - contrattaccare, tipico delle arti marziali di combattimento corpo a corpo

L'Aikido, per sua natura, si avvale dell'unione ma utilizza, specialmente all'inizio, anche tecniche di percussione per dividere, separare la volontà (mente) dall'azione (corpo), e quindi unirsi nel corpo a corpo.

Secondo la tradizione marziale discendente dal Jujitsu possiamo classificare una difesa tramite le seguenti caratteristiche:

1 Bloccare, rompere l'iniziativa (Go no Sen o Ko no Sen)
Possiamo bloccare l'iniziativa agendo subito all'inizio dell'attacco (rompere l'iniziativa), o bloccare fisicamente l'attacco con un forte contrasto, una parata, durante la sua esecuzione (rompere l'azione)
Questo agire si identifica in Go=solido

2 Cedere, seguire e assecondare (Ju no Sen o Yawara)
Possiamo affrontare un attacco, quale una spinta, cedendo e quindi contrattaccare, o possiamo seguire la forza per controllarla e sfruttarla.
Questo agire si identifica in Ju=cedevole o Yawara=assecondare, seguire

3 Schivare e deviare (Chowa)
Possiamo spostare il nostro corpo per schivare o deviare il colpo dell'avversario adattandoci alla sua forza.
Questo agire si identifica in corrispondenza del Ryu=fluente

4 Anticipare l'iniziativa (Sen no Sen)
Possiamo agire quando si intuisce la volontà, l'intenzione di attacco, generalmente penetrando l'iniziativa, agendo nell'intuizione.
Questo agire si identifica in Sen=iniziativa e ha una forte corrispondenza con il Ki inteso come aria, qualcosa che ci avvolge come la nebbia.

Per riuscire ad agire conformemente a quanto sopra descritto dobbiamo possedere una grande capacità di adattamento, e questa si raggiunge, nell'Aikido, agendo attraverso lo stesso criterio con cui la materia reagisce quando subisce l'attacco da agenti esterni.
Questi stati della materia, solido, liquido e gassoso, vengono associati alle parti del corpo che sono tradizionalmente cinque:

Kotai Jutai Ryutai Ekitai Kitai


Ko=solido Ju=cedevole Ryu=fluido Eki=liquido Ki=aereo, gassoso 
Tai=corpo


KOTAI
Piedi e gambe sono alla base della stabilità (ko) perché rappresentano il radicamento con la terra e quindi con la forza di gravità.

Il simbolo del Kotai è il quadrato (shikaku)

L'allenamento in Kotai mediante il Kihon per il Tai Jutsu e Dan Kai Teki Ni per il Buki Waza, rinforzano e stabilizzano il corpo, tracciando le linee essenziali per l'apprendimento dei movimenti e delle tecniche, corregge la postura.

Nel Kotai si inizia col muoversi lentamente, a volte fermandosi nei punti essenziali per sentire la propria stabilità e vedere l'effetto dello sbilanciamento sul partner, questo modo di operare viene definito con il termine Ki Hon. Non c'è awase (armonizzazione) con Uke, ma l'awase è concentrato nel proprio corpo, nel come posizionare piedi e anche, come agire con spalle e braccia. Possiamo considerarlo come una sincronizzazione  tecnica del nostro corpo, uno studio del movimento tecnico.

Il Kotai rende il corpo forte nella sua stabilità, affina la tecnica nell'efficacia della stessa. 

JUTAI
Il bacino e le anche uniscono la parte inferiore (gambe e piedi) con la parte superiore, il nostro busto. Il bacino è il cuscinetto che trasmette, consolida, stabilizza tutto il corpo. La sua funzione e nell'elasticità e nell'adattamento che si trova nel cedere e assecondare, il "Ju". 

Il Ju si muove tra cedere e stabilizzare, il simbolo è tra il quadrato e il cerchio (maru). E' un momento di passaggio dal solido al fluente.

L'allenamento in Jutai si idenfica con il termine Ju (cedere) e Yawara (adattarsi, assecondare, seguire), che hanno un ruolo fondamentale per acquisire quella scioltezza e rilassamento necessari al passo successivo: il Nagare.

Il Jutai ci avvia al movimento dinamico, all'esecuzione delle tecniche in movimento. Si comincia a non utilizzare la propria forza fisica, ma la forza dinamica lineare. Prima si cede all'attacco, si stabilizza la posizione e si esegue la tecnica come appresa nel Ki hon. Pertanto rappresenta il rudimento del Ki no Nagare. Nel Buki Waza l'allenamento consiste nello studio e applicazione dell'Awase.

RYUTAI e EKITAI
I piedi e le gambe divengono la nostra stabilità, il bacino e le anche sono la parte del nostro corpo che distribuisce le forze, la stabilità e la scioltezza delle anche sono importanti per sviluppare e amplificare le forze ed energie che vengono consolidate e fluidificate nell'addome, dove risiede il nostro baricentro, quindi trasmettere la fluidità al busto superiore, torace spalle ed arti superiori.
La fluidità del movimento diviene essenziale per la pratica del Nagare, che si evolve in più stadi, sempre più fluidi.

Ryu rappresenta il fluente, lo scorrere senza sforzo, nel quale la forza viene sciolta, dispersa, mescolata. 
Eki rappresenta uno stato ancora più fluido, come l'acqua, dove la corrente (nagare) trascina via tutto. 


Il simbolo del Ryutai ed Ekitai è il cerchio (maru)


Questa fare è il Ki no Nagare vero e proprio. I Riai sono caratteristici di questa fase, come pure i Kumi (combattimenti sincronizzati) 


KITAI
La testa, la nostra mente, rappresenta il controllo di tutto il nostro essere. Deve essere libera come l'aria, penetrante come il fuoco, spaziosa come il cielo. Lo sbilanciamento in questo punto può provocare la sconfitta anche se si possiede un corpo forte.


Ki ha significato di energia, aria, gas, vapore. Rappresenta la parte più delicata e importante, specialmente di fronte al pericolo. Il suo simbolo è il triangolo (sankaku)


Raggiunta questa fase si oltrepassa il Ki no Nagare per raggiungere uno stato di vera fonte tecnica-tattica-fisica e spirituale che è il Takemusu Aikido. L'allenamento si basa sul Randori.


LA PROGRESSIONE DEGLI STATI NEL TAI JUTSU

LA PROGRESSIONE DEGLI STATI NEL BUKI WAZA


Dopo anni di pratica dell'Aikido, avremo la capacità di passare da uno stato solido come una roccia, cedevole come un salice, fluente come l'olio, fluido come l'acqua e penetrante come l'aria e il fuoco.



0 commenti:

Posta un commento