WAZA & HO
TRA TECNICA e ESERCIZIO (PRINCIPIO)
Saito Sensei, nel volume 1° di Takemusu Aikido, differenzia i movimenti o esercizi di base (Ho) dalle tecniche (Waza)
Prima di esaminare i movimenti di base vediamo alcuni punti essenziali per capire lo scopo di questi movimenti e il principio che li caratterizza.
JUTSU e WAZA
L'applicazione intesa con il termine Jutsu è l'arte di applicare una tecnica (waza), inerente a un sistema di combattimento. Con Waza si intende l'insieme di movimenti adeguatamente impostati per ottenere un determinato risultato. Lo scopo dei Waza è immobilizzare o lanciare, proiettare colpire chi ci attacca. A tale scopo è considerato lecito usare anche le qualità fisiche, l'uso di atemi, torsioni dolorose di tutte le parti del corpo (pur considerando per alcuni aspetti, questi atteggiamenti un errore, dobbiamo considerare che il waza ha lo scopo di portare a termine l'azione con successo*). Il termine Jutsu ci indica che i Waza devono essere affinati per ottenere il risultato con la dovuta maestria.
*E' indubbio che le tecniche di Aikido debbano essere studiate nella piena efficacia dell'energia senza rendere le tecniche efficienti con l'ausilio di artifici tecnici (sgambetti, atemi, falciate...). Studiando le tecniche nell'efficacia per diventare efficienti, e diventare efficienti attraverso l'efficacia del principio. Ma nell'applicazione reale di una difesa la questione è diversa, quando cioè non siamo a livello di studio ma di applicazione.
La tendenza oggi è quella di considerare l'Aikido riconoscibile attraverso una forma di arte marziale che deve usare solo tecniche "gentili", non "brutali". Ma questo non è il significato vero di Aikido, dove si può ottenere l'unione e l'armonizzazione dell'energia anche attraverso gli atemi. Il fatto di non usare tecniche brutali è solo una questione etica, benvista e benvoluta da O Sensei. Se fosse altrimenti dovrebbero essere eliminate anche certe tecniche di Nage in quanto, se queste tecniche venissero utilizzate su un aggressore, al di fuori del Dojo (senza tatami), risulterebbero altamente pericolose. Altrettanto si può dire per le tecniche come Kote Gaeshi, Nikyo, Sankyo... che, se applicati con potenza su una persona non preparata, potrebbero causare seri danni. Naturalmente anche le tecniche brutali devono essere eseguite con controllo. Un buon Aikidoka si nota anche nella capacità di controllare tecniche devastanti.
una tecnica con questo lancio, applicata senza tatami e su un aggressore che non sa cadere risulterebbe presumibilmente fatale
HO (esercizio-fondamento)
L'esercizio di base viene definito con il termine Ho, e si fonda sul principio e non sul waza, anche se comunemente, questi esercizi, vengono definiti con il termine tecnica. Esso è basato su uno studio attento al fine di ottenere il massimo risultato di potenza energetica con il minimo sforzo senza preoccuparsi del risultato nell'immobilizzare o lanciare il partner. E' vero che molti di questi esercizi prevedono la caduta ma non bisogna concentrarsi su tale fine. In questo caso, differentemente che per i waza, qualsiasi uso delle qualità fisiche, l'intervento di atemi o artifici per ottenere un qualsiasi risultato vengono considerati elementi di disturbo all'apprendimento.
Kokyu viene tradotto come respiro, ma non deve essere interpretato nel solo significato di inspirare e espirare con i polmoni, anche se, durante l'esecuzione di questi esercizi questo avviene spontaneamente. Kokyu rappresenta l'integrazione tra vuoto e pieno, vuotarsi e riempirsi di energia, inspirare la forza di attacco ed espirarla.
Un antico esercizio di Kokyu Ho di una scuola Reiki
molto simile al Suwari Waza Ryote Dori Kokyu Ho dell'Aikido
L'attenzione, negli HO, non deve essere dedicata alla tecnica
ma sull'effetto sulle forze
Kokyu viene tradotto come respiro, ma non deve essere interpretato nel solo significato di inspirare e espirare con i polmoni, anche se, durante l'esecuzione di questi esercizi questo avviene spontaneamente. Kokyu rappresenta l'integrazione tra vuoto e pieno, vuotarsi e riempirsi di energia, inspirare la forza di attacco ed espirarla.
Fanno parte di questo gruppo tutti gli esercizi di Kokyu Ho.
Quando si iniziava una sessione di lavoro con Saito Sensei si cominciava sempre con Katate Dori Tai no Henko per passare poi a Morote Dori Kokyu Ho e terminava la lezione con Suwari Waza Ryote Dori Kokyu Ho
O Sensei in Katate Dori Tai no Henko
Il Tai no Henko fa anch'esso parte dei principi fondamentali, ma non è un esercizio di respirazione, fa parte dei Tai Sabaki e, come vedremo nella seconda parte dedicata ai fondamentali, è un esercizio importante per iniziare a comprendere i principi di difesa.
Ritengo una buona cosa, com'è tradizione, iniziare la lezione di Tai Jutsu con Katate Dori Tai no Henko, e passare poi a una delle cinque forme di Morote Dori Kokyu Ho. Generalmente le inserisco dopo il riscaldamento di base Taiso. A volte, per variare l'allenamento, faccio fare questi movimenti su diversi tipi di attacco.
Se questo esercizio viene fatto ripetere a ogni lezioni senza adeguate attenzioni, o interpretato solo come riscaldamento, rischierà di diventare noioso e considerato inutile dagli allievi.
Gli esercizi Fondamentali devono essere a tutti gli effetti "produttivi". Man mano che gli allievi riescono a eseguire con facilità il movimento si procederà aumentando le difficoltà, con prese e attacchi più forti e determinati. Questa procedura migliorerà la stabilità (Kotai, il corpo solido), la capacità di assecondare, schivare e deviare (Jutai, il corpo cedevole), la capacità di fluire (Ekitai e Ryutai il corpo fluido e liquido) e disperdere l'attacco nel nulla (Kitai, il corpo aereo).





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