domenica 14 agosto 2011

La quarta dimensione - Il Kototama e il KI dell'universo

(parte prima)

Nel passato sono state molte le intuizioni mistiche che hanno avuto in seguito degli effettivi riscontri nella scienza e fisica moderna. Il Kototama dell'Omoto-kyo che O Sensei praticava è sicuramente una di queste intuizioni.

I suoni , la musica, un certo modo di parlare, influenzano costantemente lo stato d'animo delle persone. Possono addormentarci o eccitarci, darci una sensazione di pace o di disturbo, possono alimentare il coraggio come scatenare paura. I registi dei film di horror lo sanno bene, come i sacerdoti nelle funzioni religiose e gli oratori dal loro palco. 

I suoni primordiali, che servivano, come a volte ancora capita ai nostri giorni, a esteriorizzare sensazioni, hanno dato origine alle parole.
"Aah" "Ahi" esteriorizzano un dolore, "Ehi" interiorizza un richiamo, "Oooh" la meraviglia... Molti di questi sono espressioni universali. Sono in qualche modo dei Kototama perché, con la parola-suono (esclamazione), esprimiamo uno stato d'animo. Ma più importante è la vibrazione con cui vengono espressi questi suoni che caratterizzano il vero stato d'animo: il ruggito di un leone ha un differente impatto rispetto al ringhio di un cane.

Ogni popolo ha il suo Kototama, ma in sostanza hanno tutti lo stesso principio. O Sensei era, come egli stesso affermava ("io sono l'unico in Giappone che ancora pratica il vero Kototama" O Sensei, da Aikido di John Stevens), il più grande studioso di questa filosofia propria del Shintoismo.

Nota: Nell'esporre quanto sotto decritto tengo a precisare che, per rendere più semplice la comprensione, ho tralasciato tutto ciò che è legato alla religiosità e esoterismo, estrapolando in sintesi i significati utili a un legame "comprensibile" e facilmente individuabile, per noi occidentali, che pratichiamo l'Aikido.

IL KOTOTAMA e IL KI DELL'UNIVERSO
Kototama


Koto= parola, discorso, lingua. Tama= spirito, anima. Kototama è dunque "la parola dello spirito", "La voce dell'anima".

Dopo molti anni di studio Morihei espose ai sui discepoli la sua visione del kototama:


A livello microcosmico Ueshiba poneva il kotutama SU
al centro di ogni essere
(SU è la Parola Suprema)
Nella sua concezione il Big Bang è la sillaba nucleare SU, l'inizio dell'universo.
il cerchio grande rappresenta l'universo e la nostra esistenza
il cerchio piccolo è il Big Bang (SU) che contiene il vapore-energia originaria (KI universale)

Non c'erano cielo ne terra, ne universo, solo vuoto spazio.
In questa immensa vacuità apparve un unico punto.
Da questo punto, vapore, fumo e nebbia si muovevano a spirale entro questa sfera luminosa.
E il kototama SU nacque.
Si diffuse circolarmente verso l'alto e il basso, a sinistra e a destra.
ebbero inizio la natura ed il respiro, limpidi e incontaminati.
Il respiro si sviluppò nella vita e comparve il suono.
Nel cristianesimo SU è "il verbo"
(O Sensei)


IL KOTOTAMA E IL VUOTO
Dalla precedente poesia di O Sensei si deduce questo schema del Kototama
La spirale della diffusione genera:
MU che significa "nulla" "non c'è"  rappresenta "IL VUOTO"
YU che significa "qualcosa" "c'è" rappresenta"IL PIENO"

L'esplosione (SU) genera la materia e l'anti materia e quindi il vuoto e il pieno.
Un'antica intuizione molto vicina alla moderna scienza.

Nella vita di tutti i giorni, nella dualità umana, ci si muove sul cerchio esterno, con netta separazione tra vuoto (MU) e pieno (YU), buono e cattivo, amore e odio, bene e male...Percorrendo il tragitto all'inverso la spirale si avvicina sempre più al centro (SU) unendo gli opposti. Quando ci troviamo in difficoltà nel trovare una soluzione tra questi opposti (ad esempio tra ciò che è bene fare a ciò non che non è bene fare), bisogna avvicinarsi al centro, ma non direttamente, a spirale, abbandonando i concetti di giusto e sbagliato lentamente e progressivamente, fino ad arrivare al vuoto mentale "La non mente" così, a mente lucida come uno specchio, ci apparirà la soluzione.

L'Aikido si muove al ritmo del Kokyu, la risonanza tra espirazione (MU, vuotare) e inspirazione (YU, riempire).
Nella dinamica dell'Aikido, quando una forza ci attacca, possiamo controllarla con l'inspirazione e disperderla con l'espirazione.


Se portiamo direttamente verso il nostro centro una potente forza, annullando completamente la nostra forza in un completo abbandono del corpo, questa potente forza ci destabilizzerebbe e ci devasterebbe.
Ci stiamo unendo a qualcosa di troppo forte per noi.


Se verso dell'argilla in un secchio d'acqua, senza stemperarla, questa si depositerà direttamente sul fondo, separandosi dall'acqua, quindi dobbiamo intervenire mescolando, ma si formeranno grumi, e il procedimento sarà più lungo.
Se vogliamo unirla dobbiamo versarla dosando e stemperando l'argilla e mescolando. E' il movimento (spirale) che unirà i due elementi in modo armonico.

Se buttiamo un sasso nell'acqua, possiamo mescolare finché vogliamo, il sasso andrà sul fondo. In questo caso l'acqua non può far altro che separarsi. Se mescolando provochiamo un potente vortice, l'acqua alzerà il sasso dal fondo e lo porterà in superficie, ma ci vuole molta energia. 


I due paragoni ci fanno intuire che se la forza e controllabile (argilla) possiamo unirci, ma se non è controllabile (sasso), dobbiamo prima farla passare separando, per poi intervenire (potente vortice). 


In ambedue i casi useremo il movimento a spirale (mescolare sempre più forte fino al vortice)

O Sensei pratica il misogi con il Jo
durante questa pratica egli muoveva il Jo
con spirali verso l'alto
con questa preghiera in movimento
concentrava SU nel suo Hara Tandem
Se vogliamo lavorare in unione diretta dobbiamo allora assorbire la forza negativa con il movimento in JU o YAWARA (cedere), incanalare con il NAGARE nella spirale RYU (fluido), così "diluiamo" la forza di chi ci attacca nella nostra forza e, in questo cedere progressivo a forma di spirale, la portiamo al centro (SU) nel vuoto non vuoto.

Ed è qui che troviamo anche il forte collegamento con il Sangen e i Fondamenti del Kotai, Jutai, Ryutai-Ekitai e Kitai. (vedi i post relativi)


Il cerchio SU genera la coesistenza delle due forze, negativa (attacco) positiva (difesa), che trovano la loro massima esplosività nel centro piccolo del SU se le annulliamo non ci sarà più KI (oltre il SU non c'è materia).


Quando arriviamo dentro al centro piccolo di SU troviamo il fumo, la nebbia e il gas primordiali che sono il KI di tutte le cose, un Ki potente. Oltre il KI si ritorna al nulla. Tutto questo lo riscontriamo nella pratica degli URA.




Quando si arriva al centro con tutte le energie concentrate si ha l'esplosione: il verbo-kototama esplode ed è il Kiai: l'urlo che emaniamo quando si realizza realmente dal centro del nostro essere, spontaneo e terrificante come il ruggito del leone, è il kototama SU.

IL DIVINO E' DENTRO DI NOI
O Sensei
(fine 1ma parte)

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