sabato 13 agosto 2011

La Quarta Dimensione - Il Kotototama e il Ki dell'uomo

(seconda parte)


"QUELLO CHE NON TROVI DENTRO DI TE NON LO TROVERAI NEPPURE AL DI FUORI DI TE"
O Sensei


Morihei Ueshiba concepiva l'immensamente grande e l'immensamente piccolo nella stessa essenza. Non esiste differenza tra ciò che esiste nell'immenso universo e quello che troviamo in una cellula umana.

In questo grafico abbiamo la rappresentazione del macrocosmo e microcosmo
Il cerchio grande rappresenta il grande universo, la galassia, il sistema solare, l'uomo, la molecola, l'atomo
I cerchi più piccoli rappresentano i piccoli universi dentro il grande universo tra cui l'uomo
L'uomo è un universo, dentro di se ci sono le galassie (cellule e molecole), i sistemi solari (atomi )...
MU (vacuità) e YU (pienezza) sono i poli positivi e negativi di ogni cerchio piccolo e grande
SU è al centro di ogni cerchio e tendono verso il centro dei centri più grandi
Gli otto raggi rappresentano tutti i raggi, tutte le direzioni
Galassie

Nell'esercizio dell' HAPPO GIRI è contenuto questo principio


IL KOTOTAMA E L'UOMO
Dentro la galassia della vita

Nel pensiero asiatico, generalmente, la sillaba originaria è la A, apertura della bocca che simboleggia l'espansione

ma O Sensei riteneva SU più confacente 
perché genera la respirazione (Kokyu).

Il Kokyu è l'alternanza tra pieno e vuoto, l'uno non esiste senza l'altro
e il respiro genera la vita:

MU la vacuità, espirazione, rappresenta l'"ANIMA"
YU la pienezza, inspirazione, rappresenta il "CORPO"


molto vicino alla moderna fisica si ha il seguente sviluppo:


dal centro SU prende forma KA (fuoco) e MI (acqua),
l'unione tra acqua e fuoco genera la vita
l'unione di KA e MI  formano la parola KAMI (divino, supremo)


Rappresentazione di Vuoto e pieno, Acqua e Fuoco
Nella tradizione giapponese, e anche cinese, MU e YU assumono il colore rispettivamente bianco e nero ( in Cina Yin e Yang), KA (fuoco) il rosso e MI (acqua) bianco.

Questi concetti e i colori influenzano molto la tradizione giapponese, Jigoro Kano, il cretore del Judo, ha creato le cinture in base a questo concetto: Cintura Bianca (vuoto-purezza) i principianti, Cintura Nera (pieno-sapienza) gli esperti fino a 5° Dan, Cintura Rossa-Bianca (fusione di acqua e fuoco) dal 6° all'8° Dan, Cintura Rossa (fuoco-ardore) al 9° e 10° Dan. Dopo il 10° dan si ritorna alla Cintura Bianca per indicare il ritorno all'origine (il ciclo della vita).
(vedi la pubblicazione "la cintura nera") 

Anima e Spirito, i principi di vita, vengono rappresentate dalla purezza delle vocali



A  O  U  E  I




Mentre noi occidentali, sempre per la nostra cultura dualistica, supponiamo di avere ognuno la nostra anima, separata completamente da quella degli altri, dove quella buona va in paradiso, quella cattiva all'inferno. Nel concetto orientale non si parla di paradiso ne di inferno, ma di rinascita. L'anima non è qualcosa di "personale" ma universale. L'uomo ha si la sua anima ma non è separata da tutto il resto. I suoi comportamenti, bontà o cattiveria, dipendono dal mondo circostante.


O Sensei diceva che "...tutto quello che si trova all'esterno del nostro corpo si trova anche all'interno, e se non lo troviamo all'interno non lo troveremo neppure all'esterno...", anche questa frase molto vicina alle moderne intuizioni scientifiche. Questo significa che apparteniamo tutti a una stessa anima. 


Supponiamo che ogni cellula del nostro corpo pensasse di avere una sua anima, ognuna penserebbe di comportarsi bene per essere premiata (paradiso) perché altrimenti esse distruggerebbero le altre cellule solo per il loro egoismo, invece esse di uniscono e distruggono per una funzione vitale. Secondo la nostra cultura le nostre cellule non hanno anima ma noi si, eppure apparteniamo a un organismo molto più grande e condiviso.


Secondo la visuale orientale tutti gli uomini, e per alcune filosofie anche il più piccolo essere, hanno un'unica anima in comune con tutti gli esseri, l'anima universale, dove all'interno di questa grande anima (il Grande Spirito degli indigeni) risiedono (in affitto) le nostre anime. In questo senso va interpretata la frase di O Sensei "Io sono l'universoe "l'uomo ha in sé il Divino". 


Ad ogni vocale-anima associamo ora una particolare essenza

A
è il primo tra tutti i suoni
SPIRITUALIZZAZIONE-INIZIAZIONE-CONCETTUALIZZAZIONE
tende verso il CENTRO
unione-associazione TERRA CIELO
localizzazione TESTA

O
secondo suono
ANIMAZIONE-CREATIVITA' - EMOTIVITA'
tende verso il CENTRO
associazione ACQUA -ARIA
localizzazione TORACE-CUORE

U
terzo suono
CENTRALIZZAZIONE NASCITA - CONCENTRAZIONE
risiede nel CENTRO
associazione VUOTO-ORIGINE-SPIRITO
localizzazione ADDOME


E
quarto suono
rappresenta la  DIRAMAZIONE
favorisce l' ESPANSIONE


I
quinto suono
rappresenta la  VIBRAZIONE 
 favorisce la PENETRAZIONE-IRRADIAMENTO



Interpretazione dello schema della creazione (sopra) secondo il Kototama di O Sensei
dove da SU inizia la spirale generando l'anima e la vita
U e l'asse centrale su SU e allinea A O E I
SU con movimento a spirale li fa vibrare tra vuoto e pieno
Lo stesso schema riportato al microcosmo dell'uomo (sopra e sotto)

SU è in alto verso il cielo (rappresenta la centralità verso l'universo)
U si proietta in basso verso il centro della terra (stabilità-corpo)
SU-U è al centro dell'uomo (rappresenta il nostro Hara tandem, centro delle nostre energie, collegamento tra terra e cielo), dove U e SU si uniscono il perfetta centralità (solidità e stabilità).
A centro e anima del pensiero e concettualizzazione (mente-tecnica)
O centro e anima dell'emotività e creatività (cuore-spirito)
E espansione del KI dal centro in tutte le direzioni (Kokyu)  
I vibrazione e irradiazione del KI penetra dal centro in tutte le direzioni (Irimi)

Per i praticanti di Aikido O Sensei ha creato personalmente la tecnica Tenchi Nage (Ten=cielo Chi= terra) per rappresentare il collegamento cielo terra. Con il 3° Suburi di Aikiken si rappresenta anche questo collegamento: dalla posizione di partenza si porta il Ken in alto verticale si inspira colleganto Cielo e Terra (SU-U), quindi abbassa il Ken all'altezza delle anche e stabilizza (U), quindi nasce il fendende in espansione (E) e irradiamento (I) con il Kiai finale EIIII. 
San no Suburi
Saito Sensei diceva che questo suburi era molto caro a O Sensei. 
Egli, per rappresentare questa unione, usava il Jo con particolari movimenti spiroidali. Nessun altro era autorizzato a praticare questi movimenti in sua presenza, per lui ritenuti personali (erano una personale preghiera in movimento e non li ha mai insegnati)

Unisci te stesso al Cielo e la Terra
Stai esattamente al centro
Con il tuo cuore ad accogliere
Il flusso dell'eco della montagna
(O Sensei)


L'ANIMA DEL KOTOTAMA FORMA L'ALFABETO GIAPPONESE
Le anime pure delle vocali, associate alle dure e corpose consonanti, generano l'antico alfabeto giapponese (la parola e quindi l'uomo), in uso anche oggi nelle scritture Hiragana e Katakana.
Mentre i Kanji sono stati importati dalla Cina, la scrittura originaria del Giappone si fonda nel Kototama.
I moderni alfabeti giapponesi prendono origine dal Kototama


Prima di cominciare la pratica dell'Aikido O Sensei si appartava e usava la risonanza del Kototama O (acqua) per prepararsi. Anche se ne parlava spesso del Kototama, O Sensei non lo faceva praticare ai suoi allievi, mai è successo e non ci sono testimonianze in questo senso. Succedeva invece che, quando vedeva un allievo che cercava di imitarlo, se non faceva parte della setta Omoto-Kyo, veniva subito richiamato, proprio perché egli riteneva che fosse una  cosa molto personale. Egli invitava questi allievi a praticare l'Aikido perchè scoprissero la loro via attraverso la vera pratica marziale, come aveva fatto lui stesso.


O Sensei in se stesso e nell'Aikido

IL KOTOTAMA E' NELLA STESSA PRATICA DELL'AIKIDO

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