Molto si è scritto sulle particolarità mistiche di O Sensei, molti credono fermamente a quanto viene raccontato, altri sono profondamente scettici come generalmente lo sono anch'io su questo argomento, e per questo motivo ne sono attratto.
Una cosa è certa, studiando e analizzando gli aspetti mistici del pensiero di O Sensei, comprendo sempre di più le fondamenta che regolano l'Aikido, che prima erano solo intuitive.
Voglio riportare di seguito due esperienze simili. La prima è raccontata da O Sensei durante l'intervista del 1955, l'altra tratta dal libro "Il Tao della Fisica" di un eminente fisico nucleare, Fritjof Capra.
O-SENSEI (intervista del 1955): ...Successe questo. Mio padre si ammalò gravemente ne11918. io fui costretto a lasciare Takeda e fare ritorno a casa. Lungo la via sentii dire che se avessi pregato ad Ayabe, in provincia di Kioto, ogni desiderio mi sarebbe stato esaudito. Quindi mi recai lì ed incontrai Onisaburo Deguchi. Quando, però, tornai a casa, appresi che mio padre era morto comunque. Avendo incontrato Deguchi solo una volta, decisi di tornare ad Ayabe con tutta la mia famiglia e vi rimasi fino a1 1925, all' età di 40 anni. Un giorno, dopo aver combattuto contro un maestro di kendo, mi stavo rinfrescando in giardino. All'improvviso una cascata di luce dorata scese dal cielo e mi avviluppò. D'un tratto il mio corpo crebbe a dismisura, fino a toccare i confini dell' intero universo. Illuminato da quest' esperienza, realizzai che non bisogna concentrarsi sulla vittoria: il cuore del Budo è l'amore. Questo è l' Aikido.
FRITJOF CAPRA da "Il Tao della fisica"...Cinque anni fa ebbi una meravigliosa esperienza che mi avviò sulla strada che doveva condurmi a scrivere questo libro. In un pomeriggio d'estate, seduto in riva all'oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte ad una gigantesca danza cosmica.
Essendo un fisico, sapevo che la sabbia, le rocce, l'acqua e l'aria che mi circondavano erano composte da molecole e da atomi...sapevo anche che l'atmosfera della Terra era continuamente bombardata da una pioggia di <<raggi cosmici>>...Tutto questo mi era noto dalle mie ricerche nella fisica delle alte energie...Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita: <<VIDI>> scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti, <<VIDI>> gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne <<SENTII>> la musica, e in quel pomeriggio <<SEPPI>>...fu talmente travolgente che scoppiai in lacrime...il misticismo orientale fornisce una struttura filosofica bella e coerente, in cui possono trovare posto le nostre più avanzate teorie del mondo fisico.
Sappiamo che O Sensei era un religioso pertanto la sua "visione" poteva essere influenzata dalle sue convinzioni mistiche. Ma quando le convinzioni sono scientifiche, e la persona è un rinomato fisico nucleare, ed ha le stesse "visioni" allora la cosa è diversa. Ognuno tragga le proprie considerazioni.
Per quanto mi riguarda ho una mia personale interpretazione su questo tipo di eventi:
nel nostro cervello si accumulano informazioni e dati di esperienze che vengono immagazzinate a scomparti, separatamente. Ogni tanto queste esperienze riaffiorano dal subconscio, ci appaiono nei sogni o nei momenti di rilassamento, ma niente di più. Se, nel corso della vita, le esperienze e i concetti acquisiti combaciano perfettamente, legandosi uno all'altro, si è raggiunta, inconsciamente, quella capacità di trovale il legame con l'essenza di queste esperienze. Può verificarsi che, in un momento particolare di forte emotività, stanchezza, rilassamento, questi pensieri entrino in sintonia uno con l'altro, dando vita a un "sogno cosmico", una specie di trans ad occhi aperti e in piena coscienza, esse sono di forti intuizioni.
Una bella interpretazione di questa esperienza la ritroviamo nel film Matrix del 1999 scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowski, quando l'interprete, alla fine del film, vede scorrere la matrice di numeri in forma di cascata che, come avviene nei computer, determinano l'evolversi delle azioni.
nel nostro cervello si accumulano informazioni e dati di esperienze che vengono immagazzinate a scomparti, separatamente. Ogni tanto queste esperienze riaffiorano dal subconscio, ci appaiono nei sogni o nei momenti di rilassamento, ma niente di più. Se, nel corso della vita, le esperienze e i concetti acquisiti combaciano perfettamente, legandosi uno all'altro, si è raggiunta, inconsciamente, quella capacità di trovale il legame con l'essenza di queste esperienze. Può verificarsi che, in un momento particolare di forte emotività, stanchezza, rilassamento, questi pensieri entrino in sintonia uno con l'altro, dando vita a un "sogno cosmico", una specie di trans ad occhi aperti e in piena coscienza, esse sono di forti intuizioni.
Una bella interpretazione di questa esperienza la ritroviamo nel film Matrix del 1999 scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Wachowski, quando l'interprete, alla fine del film, vede scorrere la matrice di numeri in forma di cascata che, come avviene nei computer, determinano l'evolversi delle azioni.



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