(parte seconda)
Abbiamo visto nella prima parte che, secondo la concezione di O Sensei (ed è anche il concetto su cui si basa tutta la filosofia orientale del Taoismo), l'unione tra vuoto e pieno è l'essenza stessa dell'esistenza.
SU, la prima vibrazione, ha generato il pieno (YU) e il vuoto (MU). La scomposizione di SU è pertanto la coesistenza di YU e MU.
Conclusione scientifica:
SU=VIBRAZIONE
se
MU+YU=SU,
avremo
VUOTO+PIENO=VIBRAZIONE,
e se
VIBRAZIONE=ENERGIA,
allora
SU=KI.
SU è l'essenza dell'energia, il KI è l'essenza dell'esistenza e della vita, SU ha generato [e nello stesso tempo è] il KI.
E qui ci troviamo di nuovo di fronte a un parallelismo straordinario con la teoria della relatività di Einstein e della fisica quantistica.
In fisica il numero 1 rappresenta un'unità. Lo zero rappresenta l'assenza assoluta.
Cosa otteniamo scomponendo l'unità all'infinito?
Visione occidentale dualistica (separazione): Troveremo infinite unità. Perché sappiamo che i numeri sono infiniti. Allora dobbiamo immaginare che raggiunto un certo punto la materia non si possa più dividere, e che la parte più piccola della materia sia una sostanza indivisibile con una dimensione, seppur minima. Questa era quello che Newton aveva concepito, ma la fisica quantistica, mediante la possibilità di esaminare le particelle più piccole con la moderna tecnologia ha smentito questa possibilità.
Nella sperimentazione subatomica della fisica quantistica, come abbiamo già visto nella prima parte, la materia non esiste come sostanza. La particella elementare coesiste tra onda e particella. Qualcosa che "c'è e non c'è" nel medesimo istante. Questa alternanza onda+qualcosa; in questo campo magnetico coesiste la particella.
Visione orientale unitaria (unione): Scomponendo troveremo continuamente la stessa cosa, l'unità tra vuoto e pieno, tra quello che rimane e quello che c'era...in altre parole un campo magnetico tra quiete e movimento (onda e particella) che genera energia
Adesso supponiamo di identificare un punto (una posizione o una particella) che si muova su uno spazio rettilineo con lunghezza di una unità.
Visione occidentale dualistica (separazione): La particella per spostarsi dal punto 0 al punto 1 deve passare per la metà. Per arrivare alla metà dovrà passare per la metà della metà. E quindi per la metà, della metà, della metà...all'infinito. Teoricamente, questo punto o particella, non dovrebbe arrivare mai dalla parte opposta. Ma noi sappiamo che può arrivarci. Come?
Visione orientale unitaria (unione): Perché il punto in cui si trova la particella è un punto in comune tra il percorso fatto e quello da fare, la metà è una nostra illusione dettata dal fatto di dividere le parti. Le due parti sono indivisibili. Per usare un termine più corretto, si potrebbe dire che, quando ci troveremo al centro, saremo in una posizione equidistante, ma anche questo è illusorio. La parte lasciata alle spalle è il passato, quello davanti è il futuro, la parte in comune è il presente, ed essendo in comune, il presente è nello stesso tempo passato e futuro, il presente è il "c'è e non c'è" istantaneamente, non c'è metà e c'è metà, c'è equidistanza e non c'è equidistanza, tutto istantaneamente illusorio.
Immaginiamo di stare noi su quella retta, mentre siamo su questa posizione comune, il tempo scorre, mentre ci troviamo sull'ultima dimensione del passato, nello stesso tempo ci troviamo nella prima dimensione del futuro, in una eterna oscillazione, questo origina il presente, e mentre penso di essere in quel dato punto, per lo stesso scorrere del tempo, sono già nel passato e assieme sono già nel futuro. Questo principio è valido per qualsiasi punto sulla retta. Il punto dove ci troviamo è una oscillazione tra passato e futuro, tra vuoto e pieno, tra bene e male...è vivere il momento, è energia.
Il KI è l'energia che scaturisce dalla fusione di pieno e vuoto, e da tutti gli opposti. il KI è in nostro presente, il KI è l'attimo fuggente, il KI è il tutto allo stato primordiale, il KI è il SU di ogni cosa.
Caro Maestro Ueshiba, tutto torna...
Visione occidentale dualistica (separazione): Troveremo infinite unità. Perché sappiamo che i numeri sono infiniti. Allora dobbiamo immaginare che raggiunto un certo punto la materia non si possa più dividere, e che la parte più piccola della materia sia una sostanza indivisibile con una dimensione, seppur minima. Questa era quello che Newton aveva concepito, ma la fisica quantistica, mediante la possibilità di esaminare le particelle più piccole con la moderna tecnologia ha smentito questa possibilità.
Nella sperimentazione subatomica della fisica quantistica, come abbiamo già visto nella prima parte, la materia non esiste come sostanza. La particella elementare coesiste tra onda e particella. Qualcosa che "c'è e non c'è" nel medesimo istante. Questa alternanza onda+qualcosa; in questo campo magnetico coesiste la particella.
Visione orientale unitaria (unione): Scomponendo troveremo continuamente la stessa cosa, l'unità tra vuoto e pieno, tra quello che rimane e quello che c'era...in altre parole un campo magnetico tra quiete e movimento (onda e particella) che genera energia
Adesso supponiamo di identificare un punto (una posizione o una particella) che si muova su uno spazio rettilineo con lunghezza di una unità.
Visione occidentale dualistica (separazione): La particella per spostarsi dal punto 0 al punto 1 deve passare per la metà. Per arrivare alla metà dovrà passare per la metà della metà. E quindi per la metà, della metà, della metà...all'infinito. Teoricamente, questo punto o particella, non dovrebbe arrivare mai dalla parte opposta. Ma noi sappiamo che può arrivarci. Come?
Visione orientale unitaria (unione): Perché il punto in cui si trova la particella è un punto in comune tra il percorso fatto e quello da fare, la metà è una nostra illusione dettata dal fatto di dividere le parti. Le due parti sono indivisibili. Per usare un termine più corretto, si potrebbe dire che, quando ci troveremo al centro, saremo in una posizione equidistante, ma anche questo è illusorio. La parte lasciata alle spalle è il passato, quello davanti è il futuro, la parte in comune è il presente, ed essendo in comune, il presente è nello stesso tempo passato e futuro, il presente è il "c'è e non c'è" istantaneamente, non c'è metà e c'è metà, c'è equidistanza e non c'è equidistanza, tutto istantaneamente illusorio.
Immaginiamo di stare noi su quella retta, mentre siamo su questa posizione comune, il tempo scorre, mentre ci troviamo sull'ultima dimensione del passato, nello stesso tempo ci troviamo nella prima dimensione del futuro, in una eterna oscillazione, questo origina il presente, e mentre penso di essere in quel dato punto, per lo stesso scorrere del tempo, sono già nel passato e assieme sono già nel futuro. Questo principio è valido per qualsiasi punto sulla retta. Il punto dove ci troviamo è una oscillazione tra passato e futuro, tra vuoto e pieno, tra bene e male...è vivere il momento, è energia.
Il KI è l'energia che scaturisce dalla fusione di pieno e vuoto, e da tutti gli opposti. il KI è in nostro presente, il KI è l'attimo fuggente, il KI è il tutto allo stato primordiale, il KI è il SU di ogni cosa.
Caro Maestro Ueshiba, tutto torna...


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