SAITO SENSEI - LA DIDATTICA
Un fiume chiamato Aikido
L'Aikido è come un fiume, sgorga da una sorgente che trova la sua origine negli ideali di O Sensei. Come ogni fiume ha i suoi affluenti, da quelli più prossimi alla sorgente (i discepoli diretti di O Sensei), a quelli che si uniscono più a valle (i fautori di nuovi stili e correnti di aikido). Questo grande fiume, nel suo percorso, si alimenta e cresce con questi nuovi affluenti, ma essi portano con s'è anche i loro detriti, contaminando, a volte, la purezza della sorgente originaria. Poi sfocia nel grande mare che siamo tutti noi, e c'è chi, attratto da queste foci, vuole risalirne la corrente per scoprire dove porta...
La pratica dei fondamentali - parte prima
L'esercizio di base viene definito con il termine Ho (o Hon) e si fonda sul principio e non sul waza, esso è basato su uno studio attento al fine di ottenere il massimo risultato di potenza energetica con il minimo sforzo senza preoccuparsi del risultato nell'immobilizzare o lanciare il partner. E' vero che molti di questi esercizi prevedono la caduta ma non bisogna concentrarsi su tale fine. In questo caso, differentemente che per i waza, qualsiasi uso delle qualità fisiche, l'intervento di atemi o artifici per ottenere un qualsiasi risultato vengono considerati elementi di disturbo all'apprendimento.
La pratica dei fondamentali -parte seconda
Con questo movimento impariamo a passare velocemente e armoniosamente dallo stato gassoso a quello liquido e quindi a quello solido, unendo-canalizzando-stabilizzando la forza del Ki.
Se dovessimo rappresentare questo esercizio graficamente, e pertanto tutti i movimenti di difesa
Tai no Henko
Si tratta fondamentalmente di acquisire la capacità di mantenere costantemente la centralità e nello stesso tempo uscire dalla linea di attacco, terminando in una posizione stabile.
Tramite questo semplice esercizio gli insegnanti possono dare agli allievi i primi rudimentali concetti contenuti nel Sangen, nel Kotai, Jutai, Ekitai-Ryutai e Kitai
Kokyu Ho e Kokyu Nage
...la differenza tra Kokyu Ho e Kokyu Nage è che nel Ho (esercizio) devo concentrarmi sull'effetto del Kokkyu mentre il Nage (proiezione) identifica la tecnica di difesa che origina da un Kokyu Ho corretto. Agli occhi di un principiante Katate Dori Kokyu Ho e Katate Dori Kokyu Nage sembrano uguali...
AIKIDO TRA PRATICA E FILOSOFIA
Tra filosofia e pratica dell'Aikido
...Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una cattiva filosofia ci sarà aggressione e violenza.
Se una spiccata capacità combattiva è accompagnata da una sana filosofia, ci sarà la possibilità di combattere l'aggressione con esito favorevole (ma non scontato) , con un adeguato controllo della violenza.
Se una buona filosofia è accompagnata da una scarsa capacità combattività allora si soccombe sicuramente, e si subisce la violenza..
...quanto il pensiero mistico orientale sia incredibilmente vicino alla moderna fisica al tal punto...
..."l'universo vive e si muove attraverso un sistema di energie che si alimentano a vicenda utilizzando le forze che derivano dall'ambiente circostante in un'armonizzazione continua."...
...O Sensei ha elaborato delle tecniche "pulite da qualsiasi uso della forza fisica" ...
...modo, pratico-concettuale, è meno faticoso ma porta ad un risultato...
...L'altro sistema, pratico-efficace, è più difficile, faticoso, più lungo da acquisire, ma...
..."Scegliere di essere è diverso da dover essere.
Pacifico è chi, avendo i mezzi per fare del male, sceglie il bene.
Chi non ha la possibilità di fare del male non potrà mai dichiararsi veramente pacifico".
IO E L'AIKIDO
...energie, positive e negative, si attraggono continuamente nel mondo e nell'universo, sono Ki che cercano la loro stabilità.
Ogni forza naturale che si scatena...è un fenomeno che risponde a una situazione di instabilità. La natura...cerca sempre di ristabilizzarsi...attraverso le catastrofi. Dopo di che...la calma assoluta.
...l'Aikido di O Sensei...è finito assieme a lui nella sua tomba. I suoi discepoli...ne hanno fatto degli stili. O Sensei...mirava ad aprire le menti...dopo...hanno rimesso barriere...incatenando di nuovo ciò che O Sensei aveva aperto a tutti.
...le analogie sono utili...con l'aliante, un bravo pilota rimane in volo molto tempo...sfruttare al massimo l'energia delle correnti benevoli. Tanto più la sua guida sarà fluida e rilassata tanto più riuscirà a mantenersi in volo. Ma con un vento forte?... il pilota deve essere esperto...
...per imparare, deve avere un vento favorevole...A tanti questo può bastare...si accontentano di volare solo...con venti favorevoli. Non diverranno mai dei piloti esperti...Chi ha aspettative maggiori...uscirà anche con venti meno favorevoli...nell'Aikido, per diventare esperti...ci si deve addentrare nelle difficoltà. E non si tratta di eseguire tecniche più complicate, ma...Riuscire veramente a canalizzare una grande forza.
REI - Il saluto e le quattro Gratitudini
...O Sensei esaltava il principio delle quattro gratitudini...
Il primo inchino è rivolto all'universo...(prima gratitudine), Il secondo...alla natura...(seconda gratitudine)...il terzo inchino è rivolto all'attenzione degli antenati...(terza gratitudine). Il quarto inchinino, tra maestro e allievi...(quarta gratitudine)
LA QUARTA DIMENSIONE
Introduzione
...Oggi molti praticanti affermano che, per fare Aikido, non serve addentrarsi nelle pratiche filosofiche che O Sensei esercitava, "...sono cose che interessavano la sua persona come religioso...". Altri affermano che "senza tali pratiche non si arriverà mai a comprendere a fondo l'Aikido".
Non so chi abbia ragione (o torto), sicuramente la bravura tecnica non dipende da una giusta preghiera, ma i principi etici, derivati dagli studi religiosi di O Sensei, regolano non poco l'attività di questa arte marziale...
..."l'universo vive e si muove attraverso un sistema di energie che si alimentano a vicenda utilizzando le forze che derivano dall'ambiente circostante in un'armonizzazione continua."...
...O Sensei ha elaborato delle tecniche "pulite da qualsiasi uso della forza fisica" ...
...modo, pratico-concettuale, è meno faticoso ma porta ad un risultato...
...L'altro sistema, pratico-efficace, è più difficile, faticoso, più lungo da acquisire, ma...
..."Scegliere di essere è diverso da dover essere.
Pacifico è chi, avendo i mezzi per fare del male, sceglie il bene.
Chi non ha la possibilità di fare del male non potrà mai dichiararsi veramente pacifico".
IO E L'AIKIDO
...energie, positive e negative, si attraggono continuamente nel mondo e nell'universo, sono Ki che cercano la loro stabilità.
Ogni forza naturale che si scatena...è un fenomeno che risponde a una situazione di instabilità. La natura...cerca sempre di ristabilizzarsi...attraverso le catastrofi. Dopo di che...la calma assoluta.
...l'Aikido di O Sensei...è finito assieme a lui nella sua tomba. I suoi discepoli...ne hanno fatto degli stili. O Sensei...mirava ad aprire le menti...dopo...hanno rimesso barriere...incatenando di nuovo ciò che O Sensei aveva aperto a tutti.
...le analogie sono utili...con l'aliante, un bravo pilota rimane in volo molto tempo...sfruttare al massimo l'energia delle correnti benevoli. Tanto più la sua guida sarà fluida e rilassata tanto più riuscirà a mantenersi in volo. Ma con un vento forte?... il pilota deve essere esperto...
...per imparare, deve avere un vento favorevole...A tanti questo può bastare...si accontentano di volare solo...con venti favorevoli. Non diverranno mai dei piloti esperti...Chi ha aspettative maggiori...uscirà anche con venti meno favorevoli...nell'Aikido, per diventare esperti...ci si deve addentrare nelle difficoltà. E non si tratta di eseguire tecniche più complicate, ma...Riuscire veramente a canalizzare una grande forza.
REI - Il saluto e le quattro Gratitudini
...O Sensei esaltava il principio delle quattro gratitudini...
Il primo inchino è rivolto all'universo...(prima gratitudine), Il secondo...alla natura...(seconda gratitudine)...il terzo inchino è rivolto all'attenzione degli antenati...(terza gratitudine). Il quarto inchinino, tra maestro e allievi...(quarta gratitudine)
LA QUARTA DIMENSIONE
Introduzione
...Oggi molti praticanti affermano che, per fare Aikido, non serve addentrarsi nelle pratiche filosofiche che O Sensei esercitava, "...sono cose che interessavano la sua persona come religioso...". Altri affermano che "senza tali pratiche non si arriverà mai a comprendere a fondo l'Aikido".
Non so chi abbia ragione (o torto), sicuramente la bravura tecnica non dipende da una giusta preghiera, ma i principi etici, derivati dagli studi religiosi di O Sensei, regolano non poco l'attività di questa arte marziale...
Prima di cominciare
Molto si è scritto sulle particolarità mistiche di O Sensei, molti credono fermamente a quanto viene raccontato, altri sono profondamente scettici come generalmente lo sono anch'io su questo argomento, e per questo motivo ne sono attratto.
Il Kototama e l'universo
L'Aikido si muove al ritmo del Kokyu, la risonanza tra espirazione (MU, vuotare) e inspirazione (YU, riempire).
Nella dinamica dell'Aikido, quando una forza ci attacca, possiamo controllarla con l'inspirazione e disperderla con l'espirazione.
Il Kototama e l'uomo
Morihei Ueshiba concepiva l'immensamente grande e l'immensamente piccolo nella stessa essenza. Non esiste differenza tra ciò che esiste nell'immenso universo e quello che troviamo in una cellula umana.
L'Aikido e il Sangen
Uno degli edifici-simbolo maggiormente conosciuti dell'Oriente
e in particolare del Giappone è la Pagoda
La struttura a pagoda più classica è basata su una costruzione
a 5 livelli (piani), ogni livello, per tradizione, è associato alla natura
FONDAMENTI DELLA PRATICA
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 1
E' risaputo quanto il M° Ueshiba legasse l'essenza della pratica dell'Aikido alle tre figure geometriche: Shikaku (quadrato), Maru (cerchio) e Sankaku (triangolo). Molti dei suoi mandala li rappresentano.
Sappiamo anche che essi rappresentano gli stati della trasformazione della materia: solido, liquido gassoso.
Ma come dobbiamo agire per mettere in atto questo aspetto filosofico con la pratica effettiva dell'Aikido?
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 2
...Secondo la tradizione marziale discendente dal Jujitsu possiamo classificare una difesa tramite le seguenti caratteristiche:
...Bloccare, rompere l'iniziativa (Go no Sen o Ko no Sen)
Possiamo bloccare l'iniziativa agendo subito all'inizio dell'attacco (rompere l'iniziativa), o bloccare fisicamente l'attacco con un forte contrasto, una parata, durante la sua esecuzione (rompere l'azione)
Questo agire si identifica in Go=solido
2 Cedere, seguire e assecondare (Ju no Sen o Yawara no Sen)
Possiamo affrontare un attacco, quale una spinta, cedendo e quindi contrattaccare, o possiamo seguire la forza per controllarla e sfruttarla.
Questo agire si identifica in Ju=cedevole...
Molto si è scritto sulle particolarità mistiche di O Sensei, molti credono fermamente a quanto viene raccontato, altri sono profondamente scettici come generalmente lo sono anch'io su questo argomento, e per questo motivo ne sono attratto.
Il Kototama e l'universo
L'Aikido si muove al ritmo del Kokyu, la risonanza tra espirazione (MU, vuotare) e inspirazione (YU, riempire).
Nella dinamica dell'Aikido, quando una forza ci attacca, possiamo controllarla con l'inspirazione e disperderla con l'espirazione.
Il Kototama e l'uomo
Morihei Ueshiba concepiva l'immensamente grande e l'immensamente piccolo nella stessa essenza. Non esiste differenza tra ciò che esiste nell'immenso universo e quello che troviamo in una cellula umana.
L'Aikido e il Sangen
Uno degli edifici-simbolo maggiormente conosciuti dell'Oriente
e in particolare del Giappone è la Pagoda
La struttura a pagoda più classica è basata su una costruzione
a 5 livelli (piani), ogni livello, per tradizione, è associato alla natura
FONDAMENTI DELLA PRATICA
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 1
E' risaputo quanto il M° Ueshiba legasse l'essenza della pratica dell'Aikido alle tre figure geometriche: Shikaku (quadrato), Maru (cerchio) e Sankaku (triangolo). Molti dei suoi mandala li rappresentano.
Sappiamo anche che essi rappresentano gli stati della trasformazione della materia: solido, liquido gassoso.
Ma come dobbiamo agire per mettere in atto questo aspetto filosofico con la pratica effettiva dell'Aikido?
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 2
...Secondo la tradizione marziale discendente dal Jujitsu possiamo classificare una difesa tramite le seguenti caratteristiche:
...Bloccare, rompere l'iniziativa (Go no Sen o Ko no Sen)
Possiamo bloccare l'iniziativa agendo subito all'inizio dell'attacco (rompere l'iniziativa), o bloccare fisicamente l'attacco con un forte contrasto, una parata, durante la sua esecuzione (rompere l'azione)
Questo agire si identifica in Go=solido
2 Cedere, seguire e assecondare (Ju no Sen o Yawara no Sen)
Possiamo affrontare un attacco, quale una spinta, cedendo e quindi contrattaccare, o possiamo seguire la forza per controllarla e sfruttarla.
Questo agire si identifica in Ju=cedevole...
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 3
KOTAI - Il corpo solido
KO (o GO) in questo caso prende il significato di solido, stabile. Il simbolo del kotai e il Shikaku (quadrato)
Gambe e piedi sono la base stabile, solida, il radicamento con la terra e con il centro di gravità. Il lavoro sul Kotai è dunque il primo livello di lavoro. Gran parte di questo lavoro si realizza attraverso la pratica in Ki Hon (energia di base) per il Tai Jutsu (tecniche del corpo), e con il
Dan Kai Teki ni (passo passo) per il Buki Waza (tecniche con le armi)...
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 4
KOTAI - Il corpo solido
KO (o GO) in questo caso prende il significato di solido, stabile. Il simbolo del kotai e il Shikaku (quadrato)
Gambe e piedi sono la base stabile, solida, il radicamento con la terra e con il centro di gravità. Il lavoro sul Kotai è dunque il primo livello di lavoro. Gran parte di questo lavoro si realizza attraverso la pratica in Ki Hon (energia di base) per il Tai Jutsu (tecniche del corpo), e con il
Dan Kai Teki ni (passo passo) per il Buki Waza (tecniche con le armi)...
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 4
JUTAI – il corpo cedevole
JU è il Ju di Judo, la via del cedere, significa anche flettere, assecondare.
Il bacino, anche e addome, è l'unione con il corpo superiore, è la parte elastica che lega i movimenti del busto con la base solida, sia statica che dinamica, degli arti inferiori.
Per arrivare al JUTAI dobbiamo esercitarci iniziando i movimenti mentre l’avversario ci afferra, la difesa inizia da subito, ci si armonizza con l'iniziativa dell'attaccante. Un movimento ritardato può significare che l’attacco ha raggiunto il suo fine, così come uno anticipato può mettere Uke sulla difensiva o mandare a buon fine l’azione offensiva.
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 5
EKITAI e/o RYUTAI – il corpo fluente-fluido
...Il flusso e il riflusso del mare è il respiro della natura, un andare e venire naturale, come il nostro respiro.
JU è il Ju di Judo, la via del cedere, significa anche flettere, assecondare.
Il bacino, anche e addome, è l'unione con il corpo superiore, è la parte elastica che lega i movimenti del busto con la base solida, sia statica che dinamica, degli arti inferiori.
Per arrivare al JUTAI dobbiamo esercitarci iniziando i movimenti mentre l’avversario ci afferra, la difesa inizia da subito, ci si armonizza con l'iniziativa dell'attaccante. Un movimento ritardato può significare che l’attacco ha raggiunto il suo fine, così come uno anticipato può mettere Uke sulla difensiva o mandare a buon fine l’azione offensiva.
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 5
EKITAI e/o RYUTAI – il corpo fluente-fluido
...Il flusso e il riflusso del mare è il respiro della natura, un andare e venire naturale, come il nostro respiro.
La pratica si fonda molto più sul controllo del Kokyu (respirazione). Nei Kokyu Nage, il gruppo di tecniche più adatte per allenarsi a questo livello, non si tratta di proiettare inspirando ed espirando l'aria (caratteristica degli stati precedenti), è il partner che viene portato verso il proprio centro (inspirazione) e la proiezione è il risultato dell'espulsione (espirazione) del suo corpo...
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 6
KITAI – il corpo aereo
...KITAI è la perfezione del cammino fin qui seguito...
non è un metodo per allenarsi ma il risultato di un lavoro incessante, che conduce al punto in cui, idealmente, non è più necessario il contatto con l'avversario per guidarne il Ki nel movimento di armonizzazione. Al contrario di quel che può apparire al profano, “l'Aikido, - afferma Saito Shihan – nella sua vera forma Ki, è una fiera arte che penetra direttamente attraverso il centro d'opposizione”, egli stesso invitava i praticanti a non scimmiottare questo livello di pratica se non si vuole perdere la Via.
FARE IL NON FARE
LA "NON FORMA"
...Lo studio e la pratica dell'Aikido segue la logica di un processo di trasformazione dell'essere umano che lo porterà, attraverso lo studio e la pratica tradizionale (kata), a risolvere i conflitti dei contrasti, muovendosi armoniosamente nel caos (Ran) delle azioni, con filosofia ed etica appropriate alla civile convivenza...Per raggiungere questo obbiettivo l'Aikido si avvale di un allenamento fisico e spirituale-filosofico che si basa sullo studio delle forme per arrivare poi alla non forma...
LA "NON MENTE"
...Nelle arti marziali, e in molte attività tradizionali giapponesi, si fa spesso riferimento al "vuoto mentale" o"non mente", è un concetto che affascina molti artisti marziali.
Ma come è possibile "non pensare"? Come è possibile "creare il vuoto mentale"?
Sono le domande che spesso ci si pone...
LA "NON FORZA"
"Per fare Aikido basta avere la forza che serve a sollevare una valigia", è una frase di un famoso Maestro. "E' vero", ci sentiamo rispondere, "anche con poca forza si può praticare Aikido, ma non è sufficiente in un conflitto con un avversario forte e atleticamente dotato."..
IL NON FARE
E' consuetudine, tra i praticanti di Aikido, sentire frasi di questo genere: "...è molto forte, sarà difficile che impari bene l'Aikido..." o: "...sei esile, l'Aikido fa per te perché non si utilizza la forza".
Nell'articolo relativo alla NON FORZA ho già parlato dell'uso corretto della forza: per apprendere bene la tecnica bisogna annullare la forza fisica. Ma la tecnica, anche se efficace, da sola non ci rende efficienti, neppure la forza e la velocità; è l'unione e l'armonizzazione di tutti questi elementi che fa la differenza.
La forza giusta nell'Aikido è infatti determinata dall'insieme armonizzato delle qualità positive, che non devono contrastarsi. La forza non deve ostacolare la velocità, la durezza non deve ostacolare la percezione, l'elasticità non deve interferire con la velocità...la mente non deve limitare il corpo. Ed è qui che, se non si è adeguatamente rilassati, si possono riscontrare dei problemi a raggiungere l'armonizzazione.
PRINCIPI E TECNICA
JUDO e AIKIDO quante similitudini
...Itsutsu no Kata...Jigoro Kano Shihan, ha voluto rappresentare i 5 elementi della natura, gli stessi elementi che anche O Sensei prende come via...
La prima tecnica rappresenta l'elemento solido, il Kotai dell'Aikido...La seconda tecnica rappresenta la cedevolezza, il Jutai dell'Aikido...La terza tecnica rappresenta la fluidità, il Ryutai dell'Aikido...La quarta tecnica rappresenta l'acqua, Ekitai dell'Aikido, lo stato liquido...La quinta tecnica rappresenta l'impeto, la penetrazione, l'Irimi, e il Kitai dell'Aikido...
I FONDAMENTI DELLA PRATICA parte 6
KITAI – il corpo aereo
...KITAI è la perfezione del cammino fin qui seguito...
non è un metodo per allenarsi ma il risultato di un lavoro incessante, che conduce al punto in cui, idealmente, non è più necessario il contatto con l'avversario per guidarne il Ki nel movimento di armonizzazione. Al contrario di quel che può apparire al profano, “l'Aikido, - afferma Saito Shihan – nella sua vera forma Ki, è una fiera arte che penetra direttamente attraverso il centro d'opposizione”, egli stesso invitava i praticanti a non scimmiottare questo livello di pratica se non si vuole perdere la Via.
FARE IL NON FARE
LA "NON FORMA"
...Lo studio e la pratica dell'Aikido segue la logica di un processo di trasformazione dell'essere umano che lo porterà, attraverso lo studio e la pratica tradizionale (kata), a risolvere i conflitti dei contrasti, muovendosi armoniosamente nel caos (Ran) delle azioni, con filosofia ed etica appropriate alla civile convivenza...Per raggiungere questo obbiettivo l'Aikido si avvale di un allenamento fisico e spirituale-filosofico che si basa sullo studio delle forme per arrivare poi alla non forma...
LA "NON MENTE"
...Nelle arti marziali, e in molte attività tradizionali giapponesi, si fa spesso riferimento al "vuoto mentale" o"non mente", è un concetto che affascina molti artisti marziali.
Ma come è possibile "non pensare"? Come è possibile "creare il vuoto mentale"?
Sono le domande che spesso ci si pone...
LA "NON FORZA"
"Per fare Aikido basta avere la forza che serve a sollevare una valigia", è una frase di un famoso Maestro. "E' vero", ci sentiamo rispondere, "anche con poca forza si può praticare Aikido, ma non è sufficiente in un conflitto con un avversario forte e atleticamente dotato."..
IL NON FARE
E' consuetudine, tra i praticanti di Aikido, sentire frasi di questo genere: "...è molto forte, sarà difficile che impari bene l'Aikido..." o: "...sei esile, l'Aikido fa per te perché non si utilizza la forza".
Nell'articolo relativo alla NON FORZA ho già parlato dell'uso corretto della forza: per apprendere bene la tecnica bisogna annullare la forza fisica. Ma la tecnica, anche se efficace, da sola non ci rende efficienti, neppure la forza e la velocità; è l'unione e l'armonizzazione di tutti questi elementi che fa la differenza.
La forza giusta nell'Aikido è infatti determinata dall'insieme armonizzato delle qualità positive, che non devono contrastarsi. La forza non deve ostacolare la velocità, la durezza non deve ostacolare la percezione, l'elasticità non deve interferire con la velocità...la mente non deve limitare il corpo. Ed è qui che, se non si è adeguatamente rilassati, si possono riscontrare dei problemi a raggiungere l'armonizzazione.
PRINCIPI E TECNICA
JUDO e AIKIDO quante similitudini
...Itsutsu no Kata...Jigoro Kano Shihan, ha voluto rappresentare i 5 elementi della natura, gli stessi elementi che anche O Sensei prende come via...
La prima tecnica rappresenta l'elemento solido, il Kotai dell'Aikido...La seconda tecnica rappresenta la cedevolezza, il Jutai dell'Aikido...La terza tecnica rappresenta la fluidità, il Ryutai dell'Aikido...La quarta tecnica rappresenta l'acqua, Ekitai dell'Aikido, lo stato liquido...La quinta tecnica rappresenta l'impeto, la penetrazione, l'Irimi, e il Kitai dell'Aikido...
...Mifune, per i suoi movimenti fluidi è stato spesso paragonato a O Sensei...
"Sono grato ai miei genitori per avermi dato un corpo esile...e la mia tecnica è diventata assai efficace. Sono grato anche per le ferite che ho ricevuto, perché ho imparato a usare abilmente le parti del corpo non danneggiate".
Kyuzo Mifune (1883-1965)
AIKIDO E COMBATTIMENTO
...Morihei Ueshiba era un combattente. Sono molti gli aneddoti riguardanti questa sua attitudine. Perché, allora, tanta ostinazione contro il combattimento?
...Il lavoro senza confronto può ingannare, nascondere, mistificare e assoggettare: può far aumentare l'ego di chi lo pratica, nella convinzione smisurata delle proprie capacità, al punto da considerarsi talmente abile da essere imbattibile, o che la propria tecnica abbia raggiunto una così alta raffinatezza da “inventare nuovi stili”...
Kyuzo Mifune (1883-1965)
AIKIDO E COMBATTIMENTO
...Morihei Ueshiba era un combattente. Sono molti gli aneddoti riguardanti questa sua attitudine. Perché, allora, tanta ostinazione contro il combattimento?
...Il lavoro senza confronto può ingannare, nascondere, mistificare e assoggettare: può far aumentare l'ego di chi lo pratica, nella convinzione smisurata delle proprie capacità, al punto da considerarsi talmente abile da essere imbattibile, o che la propria tecnica abbia raggiunto una così alta raffinatezza da “inventare nuovi stili”...
RANDORI
...L'allenamento alle forme (kata e waza) nelle varie applicazioni (Kihon, Ki no Nagare, Awase...) fornisce al praticante la tecnica corretta e il metodo per eseguirla efficacemente, ma non efficientemente.
Il Randori rende efficiente il praticante, e tanto più lo farà sarà se le forme di base sono state apprese nell'efficacia. Comunque nella reale applicazione, al di là dello studio della forma delle tecniche, l'efficienza può risolvere i problemi di efficacia...
SHOMEN UCHI, SHIHO GIRI, HAPPO GIRI - Uno spirito, quattro anime, otto poteri.
...Per arrivare ad eseguire l'esercizio interamente e in modo preciso si deve passare attraverso alcuni esercizi di base dell'Aikiken...
...la filosofia dell'Aikido tracciata da O Sensei si basa su ICHIREI uno spirito, SHIKON quattro anime e HACHIRIKI otto poteri. Questa base ideologica è ben rappresentata nell'esercizio dell'Happo Giri.
...L'unione tra KA (fuoco) e MI (acqua), genera...l'esistenza. Un'intuizione antica, ma che ha riscontro nella moderna scienza...
...spirito-divinità si dice KAMI, unione tra fuoco e acqua.
...l'insieme della spada (fuoco) con il cuore (acqua) che decide per la vita (compassione), separando spada e cuore si ha la morte (violenza e crudeltà)...
Nell...Happo Giri, ricercare la stabilità del corpo solido (stabilità), seguendo la corrente (seguire-cedere-assecondare) con movimento fluente (acqua) e con energia più penetrante (aria e fuoco) centralizzando le otto direzioni in un unico centro.
...L'allenamento alle forme (kata e waza) nelle varie applicazioni (Kihon, Ki no Nagare, Awase...) fornisce al praticante la tecnica corretta e il metodo per eseguirla efficacemente, ma non efficientemente.
Il Randori rende efficiente il praticante, e tanto più lo farà sarà se le forme di base sono state apprese nell'efficacia. Comunque nella reale applicazione, al di là dello studio della forma delle tecniche, l'efficienza può risolvere i problemi di efficacia...
SHOMEN UCHI, SHIHO GIRI, HAPPO GIRI - Uno spirito, quattro anime, otto poteri.
...Per arrivare ad eseguire l'esercizio interamente e in modo preciso si deve passare attraverso alcuni esercizi di base dell'Aikiken...
...la filosofia dell'Aikido tracciata da O Sensei si basa su ICHIREI uno spirito, SHIKON quattro anime e HACHIRIKI otto poteri. Questa base ideologica è ben rappresentata nell'esercizio dell'Happo Giri.
...L'unione tra KA (fuoco) e MI (acqua), genera...l'esistenza. Un'intuizione antica, ma che ha riscontro nella moderna scienza...
...spirito-divinità si dice KAMI, unione tra fuoco e acqua.
...l'insieme della spada (fuoco) con il cuore (acqua) che decide per la vita (compassione), separando spada e cuore si ha la morte (violenza e crudeltà)...
Nell...Happo Giri, ricercare la stabilità del corpo solido (stabilità), seguendo la corrente (seguire-cedere-assecondare) con movimento fluente (acqua) e con energia più penetrante (aria e fuoco) centralizzando le otto direzioni in un unico centro.
IKKYO per una vita
...nei primi anni di pratica non riuscivo a comprendere perché O Sensei attribuisse così tanta importanza a questa tecnica. Mi sembravano molto più efficaci tecniche come Nikyo o Sankyo...Ma Ikkyo è diverso, ha un altro tipo di efficacia.
Ikkyo è la tecnica che rende efficaci tutte le altre tecniche del Katame Waza: Nikyo, Sankyo, Yonkyo, Gokyo. E non solo.
Essendo una tecnica estremamente pulita, tutta l'attenzione viene rivolta ai principi e non all'efficacia del risultato.
Per molti aikidoka che consultano per la prima volta il manuale Budo di O Sensei, appare una frase controversa:
"...Tori inizia per colpire in shomen uchi...". "Ma come? Si è sempre detto che l'Aikido è il non plus ultra della non violenza, che nell'Aikido non si attacca. Ci deve essere qualcosa di sbagliato nella traduzione...", Ma poi ci sono anche le immagini per confermarlo...
KEN NO KAMAE
La posizione di base per la pratica dell'Aikiken è il Ken No Kamae, in particolare la forma Chudan. I criteri che governano questa posizione rappresentano la base dell' Hanmi.
Quando parliamo di Ken no Kamae quindi parliamo anche di Hanmi.
I Kamae, nell'Aikiken, sono tre, e sono i tre Kamae dei primi tre Suburi: 1° Suburi-Chudan no Kamae, 2° Suburi-Jodan no Kamae e 3° Suburi-Gedan no Kamae.
Nella altre arti di spada le posizioni di guardia solo molte di più; ma sappiamo che, O Sensei, ha preso solo quello che, funzionalmente, serviva a mettere in luce il principio dell'Aikido nelle rispettive azioni. E, più di tutto, ha selezionato ed ha "pulito" tutti i movimenti da ciò che, potenzialmente, poteva allontanare la pratica da questi principi.
Allora, oggi, ci ritroviamo a praticare tecniche di Aikido senza sgambetti, senza falciate, senza spazzate...tutti quei meccanismi che rendono efficaci le tecniche e riducono l'efficenza dell'aikidoka. O Sensei le ha pulite per dirci: "levatevi tutte le corazze e praticate con il minimo delle vostre potenzialità sfruttandole al massimo". Si intuisce che, egli, cercava di non armarci di tecniche, ma farci diventare "la tecnica". L'Aikido ci spoglia completamente e ci obbliga a combattere con la nostra sola intima natura...
KATATE HACHI NO JI GAESHI
Uno dei suburi più significativi dell'Aikijo è senz'altro Katate Hachi No Ji Gaeshi...
...il riferimento a cui si ricorre per l'esecuzione di questo suburi è il numero otto, Hachi in giapponese...
...nei primi anni di pratica non riuscivo a comprendere perché O Sensei attribuisse così tanta importanza a questa tecnica. Mi sembravano molto più efficaci tecniche come Nikyo o Sankyo...Ma Ikkyo è diverso, ha un altro tipo di efficacia.
Ikkyo è la tecnica che rende efficaci tutte le altre tecniche del Katame Waza: Nikyo, Sankyo, Yonkyo, Gokyo. E non solo.
Essendo una tecnica estremamente pulita, tutta l'attenzione viene rivolta ai principi e non all'efficacia del risultato.
Per molti aikidoka che consultano per la prima volta il manuale Budo di O Sensei, appare una frase controversa:
"...Tori inizia per colpire in shomen uchi...". "Ma come? Si è sempre detto che l'Aikido è il non plus ultra della non violenza, che nell'Aikido non si attacca. Ci deve essere qualcosa di sbagliato nella traduzione...", Ma poi ci sono anche le immagini per confermarlo...
KEN NO KAMAE
La posizione di base per la pratica dell'Aikiken è il Ken No Kamae, in particolare la forma Chudan. I criteri che governano questa posizione rappresentano la base dell' Hanmi.
Quando parliamo di Ken no Kamae quindi parliamo anche di Hanmi.
I Kamae, nell'Aikiken, sono tre, e sono i tre Kamae dei primi tre Suburi: 1° Suburi-Chudan no Kamae, 2° Suburi-Jodan no Kamae e 3° Suburi-Gedan no Kamae.
Nella altre arti di spada le posizioni di guardia solo molte di più; ma sappiamo che, O Sensei, ha preso solo quello che, funzionalmente, serviva a mettere in luce il principio dell'Aikido nelle rispettive azioni. E, più di tutto, ha selezionato ed ha "pulito" tutti i movimenti da ciò che, potenzialmente, poteva allontanare la pratica da questi principi.
Allora, oggi, ci ritroviamo a praticare tecniche di Aikido senza sgambetti, senza falciate, senza spazzate...tutti quei meccanismi che rendono efficaci le tecniche e riducono l'efficenza dell'aikidoka. O Sensei le ha pulite per dirci: "levatevi tutte le corazze e praticate con il minimo delle vostre potenzialità sfruttandole al massimo". Si intuisce che, egli, cercava di non armarci di tecniche, ma farci diventare "la tecnica". L'Aikido ci spoglia completamente e ci obbliga a combattere con la nostra sola intima natura...
KATATE HACHI NO JI GAESHI
Uno dei suburi più significativi dell'Aikijo è senz'altro Katate Hachi No Ji Gaeshi...
...il riferimento a cui si ricorre per l'esecuzione di questo suburi è il numero otto, Hachi in giapponese...
...L'Aikido è pieno di simbolismi, ma i simboli sono dei codici, non vanno presi alla lettera ma interpretati, il più delle volte analizzandone il significato nascosto. E sopratutto devono avere un riscontro oggettivo nella realtà dell'applicazione...
I TRE KATATE (Katate SamBon)
In questo nuovo lavoro cercherò di mettere in luce il legame che esiste tra il gruppo di suburi, il KATATE SANBON, di cui fa parte il suburi già trattato.
IL MONDO YAMATO
Testimone di un Seppuku
Nel 1868 un gentiluomo inglese, Lord Redesdale, in qualità di segretario del Consolato Britannico in Giappone, ebbe l'occasione di assistere su invito e come testimone, in quanto coinvolto nel fatto come rappresentante degli inglesi, alla cerimonia di Seppuku, il rituale suicidio dei nobili e Samurai Giapponesi.
Nel febbraio del 1868 accade che un gruppo di soldati giapponesi, agli ordini di Taki Zenzaburo, un Samurai al servizio del principe di Bizen, sparasse contro un accampamento di stranieri, di nazionalità mista. In quegli anni accadeva che stranieri nel suolo Giapponese interferissero nelle dispute tra lo Shogun (capo supremo dell'esercito) e l'Imperatore del Giappone. Per circostanze non chiare Taki Zenzaburo ordinò di sparare sul gruppo di stranieri causandone la morte di alcuni. Il fatto avvenne presso la città di Kobe (allora chiamato Hiogo). Gli venne pertanto ordinato di fare Seppuku...
I TRE KATATE (Katate SamBon)
In questo nuovo lavoro cercherò di mettere in luce il legame che esiste tra il gruppo di suburi, il KATATE SANBON, di cui fa parte il suburi già trattato.
IL MONDO YAMATO
Testimone di un Seppuku
Nel 1868 un gentiluomo inglese, Lord Redesdale, in qualità di segretario del Consolato Britannico in Giappone, ebbe l'occasione di assistere su invito e come testimone, in quanto coinvolto nel fatto come rappresentante degli inglesi, alla cerimonia di Seppuku, il rituale suicidio dei nobili e Samurai Giapponesi.
Nel febbraio del 1868 accade che un gruppo di soldati giapponesi, agli ordini di Taki Zenzaburo, un Samurai al servizio del principe di Bizen, sparasse contro un accampamento di stranieri, di nazionalità mista. In quegli anni accadeva che stranieri nel suolo Giapponese interferissero nelle dispute tra lo Shogun (capo supremo dell'esercito) e l'Imperatore del Giappone. Per circostanze non chiare Taki Zenzaburo ordinò di sparare sul gruppo di stranieri causandone la morte di alcuni. Il fatto avvenne presso la città di Kobe (allora chiamato Hiogo). Gli venne pertanto ordinato di fare Seppuku...