L'Aikido si propone come la “via dell'unione energetica”, il sogno del fondatore, Morihei Ueshiba, era quello di una disciplina che servisse a "pacificare" tutte le persone mediante l'armonizzazione, risolvendo i conflitti mediante la capacità di controllare e annullare qualsiasi tipo di violenza che può sorgere durante una disputa...
Come insegnante molte volte mi viene chiesto come può una pratica che discende dalle arti marziali, fatta di tecniche e strategie di guerra, diventare una disciplina per controllare la violenza e unire tutte le persone, ottenere cioè l'effetto opposto allo scopo originale?
Da sempre la maggior parte delle invenzioni si sono sviluppate per esigenze belliche, poi trasformate e riadattate al vivere quotidiano. Anche le arti marziali, nate per esigenze di guerra, si sono trasformate in arti utili alla società per sviluppare, in chi lo pratica, un miglioramento fisico-spirituale, per comprendere il comportamento umano, cosa indispensabile per vivere in armonia con se stessi e con il prossimo.
Migliorare la vita quotidiana mediante il rapporto con le altre persone e i doveri dell'uomo.
Questa trasformazione è avvenuta anche per la maggior parte degli sport: nuoto, corsa, lancio del giavellotto, ippica...Anticamente erano arti che servivano alla guerra, anche il semplice saper correre velocemente, o percorrere notevoli distanze, erano discipline che il guerriero doveva praticare.
Le Olimpiadi degli antichi Greci riuscivano a riunire tutte le città rivali in un periodo di pace praticando attività inerenti alla guerra: la lotta, il nuoto, il lancio del giavellotto...a questo evento fu dato il nome di Olimpiade, dalla città di Olimpia, sede prescelta per questo evento.
E' emblematico il fatto che le stesse discipline usate in guerra venissero praticate per unirsi nella pace o nella tregua.
La maggior parte delle persone riesce a comprendere la pratica atta ad un miglioramento fisico, capisce lo spirito sportivo, le esigenze che portano a praticare un'arte marziale per scopi di difesa personale, ma non riesce a comprendere come sia possibile che praticando le tecniche delle arti marziali si arrivi a migliorare gli aspetti del vivere quotidiano e il proprio sistema di vita.
Nel “libro dei cinque anelli”, scritto da Miyamoto Musashi, famoso spadaccino del medioevo giapponese, troviamo già una prima idea di questo aspetto, egli paragona l'arte del mastro carpentiere con quella del comandante guerriero.
In sintesi Musashi afferma che sia nell'arte del costruire che in quello della guerra, gli uomini, operai o guerrieri, devono seguire una ferrea disciplina per ottenere il massimo risultato. I mezzi, armi o attrezzi, devono essere ben padroneggiati, con la giusta tecnica; devono essere tenute efficienti e curate per non mettere a repentaglio la vita o l'opera da realizzare. Questo antico trattato è stato a lungo studiato, nel mondo imprenditoriale moderno, per capire il successo del Giappone nell'economia del dopoguerra.
Ma un guerriero non serve alla costruzione di una casa e tanto meno un mastro carpentiere non è adatto a combattere, perché dovrebbero praticare meticolosamente l'uno le arti dell'altro? Non potrebbero semplicemente scambiarsi informazioni e opinioni?
In effetti è l'interscambio dei principi basati su una reale applicazione che sono importanti, e quanto più sono realmente vissuti questi principi, tanto più si otterranno risultati migliori.
Se il carpentiere studia le arti marziali può applicarne i principi disciplinari al suo lavoro ed il guerriero, se lavora come attendente al mastro carpentiere, può sperimentare la maestria per ottenere il massimo nell'opera che sta realizzando (i Samurai erano molto affascinati dall'arte e dalla natura). Facendo così il carpentiere migliora la disciplina e la tattica nel costruire, scegliendo i suoi collaboratori in base alle loro capacità lavorative e attitudine al comando, come farebbe un buon generale, il guerriero studierà e imparerà la cura tecnica ed efficace dell'arte della lavorazione, le sue tecniche combattive diverranno più fini e precise, così potrà colpire in modo efficace, potrà scegliere tra uccidere o disarmare, come con l'uso di un'ascia l'apprendista carpentiere può ridurre un tronco in mille pezzi mentre, il mastro carpentiere, può modellarlo ottenendone robuste travi e capriate ornamentali.
In certo senso si può dire che Musashi fu uno dei primi artisti marziali a concepire il termine di Budo (la via del guerriero) al posto del termine Bujutsu, sostituendo il termine Jutsu (tecnica) con il termine Do (Via, principio)
E sicuramente fu così anche per O Sensei, ha cominciato a concepire quello che oggi è l'Aikido partendo dalle antiche forme di jujitsu e aikijutsu.
ILLUSIONE
Con la brezza della sera
l'acqua s'avvolge intorno alle zampe dell'airone.
Nella foresta cade una bacca
Il suono dell'acqua ti dice quello che io penso.
l'acqua s'avvolge intorno alle zampe dell'airone.
Nella foresta cade una bacca
Il suono dell'acqua ti dice quello che io penso.
Lo specchio infranto non rifletterà più
Il fiore caduto non salirà sul ramo.
Nevica, e il vento porta le foglie morte
Tu accendi il fuoco
Nevica, e il vento porta le foglie morte
Tu accendi il fuoco
Io ti mostrerò una cosa bella
una grossa palla di neve
Un fiore caduto che torna sul ramo?...
Era una farfalla.
Lo Zen nelle arti (Da Meditazioni e Monogatari di Giovanni Notarnicola e Tommaso Betti Berutto)
una grossa palla di neve
Un fiore caduto che torna sul ramo?...
Era una farfalla.
Lo Zen nelle arti (Da Meditazioni e Monogatari di Giovanni Notarnicola e Tommaso Betti Berutto)